⚖️ Normativa
la norma vera e propria: i testi integrali, gli estratti tema per tema, le FAQDal 2 agosto 2026 l'articolo 50 dell'AI Act chiede che i deep fake e i contenuti generati siano riconoscibili: dalle macchine (marcatura dei fornitori) e dalle persone (etichetta di chi li pubblica). Questa sezione è scritta solo dai testi ufficiali, senza ricerca web; le notizie e gli articoli del notiziario sull'argomento stanno nel box viola accanto. Oppure chiedi al notiziario →
📜 I testi integrali
Le fonti ufficiali per intero, in italiano dove esistono, navigabili articolo per articolo con link profondi.
AI Act
Regolamento (UE) 2024/1689 — regole armonizzate sull'intelligenza artificiale (AI Act)
In vigore dal 1° agosto 2024. L'articolo 50 (trasparenza) si applica dal 2 agosto 2026; per i sistemi già sul mercato la marcatura dell'art. 50, par. 2 è richiesta dal 2 dicembre 2026. · 306 unità
Legge 132/2025
Legge 23 settembre 2025, n. 132 — Disposizioni e deleghe al Governo in materia di intelligenza artificiale
In vigore dal 10 ottobre 2025 (GU Serie generale n. 223 del 25 settembre 2025). · 28 unità
D.Lgs. 179/2026
Decreto legislativo 7 ottobre 2026, n. 179 — Adeguamento della normativa nazionale al regolamento (UE) 2024/1689: poteri delle Autorità nazionali, sanzioni, formazione
Pubblicato in GU Serie generale n. 234 dell'8 ottobre 2026; attua la delega dell'art. 24 della legge 132/2025 (autorità nazionali AgID/ACN, sanzioni per le violazioni dell'AI Act, formazione). · 54 unità
Codice di buone pratiche sulla trasparenza
Code of Practice on Transparency of AI-Generated Content (marcatura ed etichettatura dei contenuti generati o manipolati dall'IA)
Versione finale pubblicata il 10 giugno 2026; valutato adeguato dalla Commissione (parere dell'8 luglio 2026) e dal Comitato per l'IA. Strumento volontario per dimostrare la conformità all'art. 50, par. 2 e 4, dal 2 agosto 2026. · 35 unità
Linee guida della Commissione sull'art. 50
Guidelines on the implementation of the transparency obligations for certain AI systems under Article 50 of the AI Act — C(2026) 5054 final, Annex
Versione finale adottata il 20 luglio 2026 (sostituisce la bozza in consultazione di maggio 2026). Non vincolanti, ma indicano come la Commissione legge gli obblighi. · 58 unità
Parere della Commissione sul Codice
Commission Opinion of 8 July 2026 on the assessment of the Code of Practice on Transparency of AI-generated Content — C(2026) 4839 final
Parere che valuta adeguato il Codice ai sensi dell'art. 50, par. 7 dell'AI Act. · 6 unità
Conclusione del Comitato per l'IA
Conclusion of the Artificial Intelligence Board on the assessment of the Code of Practice on Transparency of AI-generated Content (Article 50(7) AI Act)
Conclusione del Comitato che accompagna il parere della Commissione. · 4 unità
✂ Gli estratti, tema per tema
Un articolo per tema, sintetico ma esaustivo, con ogni affermazione legata all'articolo di legge che la sostiene.
Chi usa Kling o Seedance risponde dell'etichetta sui deep fake dal 2 agosto 2026
L'articolo 50 dell'AI Act fissa quattro obblighi di trasparenza. Due spettano a chi sviluppa i sistemi generativi, due a chi li usa. Una casa di produzione che genera immagini, video o audio con strumenti come Seedance o Kling è un deployer: dal 2 agosto 2026 deve dichiarare i deep fake che produce. In Italia vigila l'ACN, con sanzioni fino a 15 milioni di euro o al 3% del fatturato; per le PMI vale l'importo più basso.
Dal 2 agosto 2026 chi diffonde un deep fake deve dichiararlo al primo sguardo
L'AI Act obbliga chi usa l'IA per lavoro a dichiarare al pubblico ogni immagine, video o audio che sembra vero e non lo è. L'obbligo vale dal 2 agosto 2026. Il Codice di buone pratiche, volontario, indica come farlo: icona «AI», posizione, durata, audio, accessibilità. Le Linee guida della Commissione, non vincolanti, spiegano quando un contenuto è un deep fake. Questo estratto serve a producer, registi, montatori e reparti post-produzione.
Film, satira e spot creativi con deep fake devono dichiararlo, ma senza rovinare l'opera
Dal 2 agosto 2026 chi usa l'IA per creare deep fake deve dichiararlo. Se il deep fake è parte di un'opera manifestamente artistica, creativa, satirica o di finzione, basta una dichiarazione adeguata che non disturbi la visione (AI Act, art. 50, par. 4). Qui trovate cosa conta come deep fake in un film o in uno spot, quando una pubblicità rientra nel regime attenuato e dove mettere l'etichetta secondo Codice e Linee guida.
La marcatura invisibile degli output spetta ai fornitori dei modelli, non a chi li usa
Dal 2 agosto 2026 chi fornisce sistemi come Seedance, Kling o Veo deve marcare ogni output in modo leggibile dalle macchine e offrire uno strumento per rilevarlo. Questo obbligo è vincolante. Il Codice di buone pratiche, che è volontario, traduce l'obbligo in metadati firmati più watermark impercettibile. Alla casa di produzione restano compiti precisi: non rimuovere le marcature, conservare i file originali e dichiarare i deep fake.
Testi informativi scritti con l'IA vanno etichettati, salvo revisione umana e un responsabile editoriale
Dal 2 agosto 2026 chi pubblica testi generati o modificati con l'IA per informare il pubblico su temi di interesse pubblico deve dichiararlo. L'obbligo cade solo se una persona competente ha rivisto il testo nel merito e qualcuno ne risponde come responsabile editoriale. L'estratto spiega cosa cambia per comunicati, post, newsletter e siti di una casa di produzione.
L'Italia punisce il deep fake che danneggia e protegge solo l'opera che ha un autore umano
La legge 132/2025 introduce il reato di diffusione illecita di contenuti generati o alterati con l'IA. Precisa che il diritto d'autore copre le opere fatte con l'aiuto dell'IA solo se sono frutto del lavoro intellettuale di una persona. Affida la vigilanza ad AgID e ACN, mentre il D.Lgs. 179/2026 fissa le sanzioni: lo devono sapere produttori, registi, montatori e reparti legali di chi genera immagini, video e voci.
Con l'IA si resta autori solo se l'opera nasce dal proprio lavoro intellettuale
La legge 132/2025 protegge le opere fatte con l'aiuto dell'IA solo se sono frutto del lavoro intellettuale di un autore umano. La stessa legge ammette il text and data mining alle condizioni della legge sul diritto d'autore e ne punisce le violazioni. L'AI Act obbliga i fornitori di modelli per finalità generali a rispettare l'opt-out dei titolari e a pubblicare una sintesi dei dati di addestramento: ecco cosa cambia per chi produce immagini, video e audio.
La casa di produzione etichetta i deep fake, dal prompt alla pubblicazione
Dal 2 agosto 2026 chi usa l'IA per generare o modificare immagini, video o audio che sembrano veri deve dichiararlo in modo chiaro, entro la prima visione o il primo ascolto. In una produzione questo obbligo ricade di norma sulla casa di produzione, non sul cliente né sulla piattaforma. La checklist segue il lavoro passo per passo: prima di generare, in montaggio, alla consegna e alla pubblicazione, con i casi tipici di Frameworks.
❓ Le FAQ
Le FAQ sono in preparazione.
⚠️ Attenzione — questi contenuti sono informazione redazionale generata automaticamente dai testi ufficiali citati, non un parere legale: per decisioni operative verifica i testi (sono qui, integrali) e consulta un professionista. Testi aggiornati al 27 ott 2026.